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L'areazioneL’areazione

Le innovazioni tecnologiche risolvono molti problemi ma talvolta creano nuove problematiche.
Le finestre di un tempo non chiudevano ermeticamente e dunque consentivano una elevata percentuale di perdita di calore, ma nel contempo consentivano la traspirazione dell’umidità e il ricambio dell’aria negli edifici. Oggi i sistemi di isolamento consentono notevoli risparmi energetici ma riducono l’areazione dei locali e conseguentemente viene a mancare l’ossigeno e l’aria risulta insalubre.

Come areare bene?

L’aria contenuta in una stanza dovrebbe essere completamente cambiata ogni due-tre ore ed ancora più spesso nei locali di servizio tipo cucina e bagni. La soluzione al problema, in grado di coniugare l’esigenza di risparmio energetico con la salubrità dei locali potrebbe essere costituita da un impianto di areazione automatica, eventualmente munito anche di un filtro per il polline qualora qualcuno soffrisse di allergia.

L'impianto di areazione

L’installazione di un impianto di areazione ubicato a 1,5 – 2 metri sotto il livello del suolo (nel seminterrato o nella cantina) richiede la posa di un tubo di plastica lungo circa 20 – 25 mt. Nel sottosuolo la temperatura dell’aria rimane costante e piacevole sia in estate sia in inverno. Il centro propulsore di tutto l’impianto è costituito da una macchina che aspira l’aria viziata dai locali ed immette aria pulita. Nella fase di aspirazione viene anche sottratto calore, il quale viene però reimmesso nella fase di immissione dell’aria. L’impianto, che è della dimensione di una lavatrice e che consuma mediamente 100 Watt/ora (che corrisponde al consumo di una lampadina) può essere dotato di regolazione manuale o automatica.